Prestiti a fondo perduto per aprire un b&b: a chi rivolgersi?

Ottenere un finanziamento per aprire un B&B

Vuoi iniziare un’attività turistica di affittacamere o Bed and Breakfast e sei in possesso di uno o più immobili che possono farti realizzare un profitto ? Qui trovi le indicazioni necessarie per ottenere un prestito.

Innanzitutto è bene sapere che le due tipologie di attività sono diverse e che un B&B non può essere finanziato mentre un affittacamere può ottenere i contributi a fondo perduto.

Il B&B infatti per le sue caratteristiche turistiche stagionali e saltuarie non è considerato attività d’impresa e non può essere finanziato, mentre l’attività di affittacamere che offre un maggior numero di stanze e un servizio svolto tutto l’anno può accedere ai contributi a fondo perduto ed ottenere il prestito.

Come ottenere un finanziamento

Per l’apertura di un’attività di affittacamere occorre innanzitutto aprire una partita iva e quindi avviare le pratiche per chiedere un prestito con l’agevolazione del microcredito, per ottenere due importanti benefici: un finanziamento a tasso zero fino a 30.000 euro e la possibilità di riceverlo senza firme di garanzia e quindi senza il rischio di un’ipoteca sulla casa.

Questo finanziamento permette di coprire le spese per gli acquisti di attrezzature, arredi e impianti, e in parte anche per ristrutturare i locali che vogliamo adibire alla nostra attività turistica.

Come chiedere il prestito

Diciamo innanzitutto che ci sono diverse tipologie di bandi regionali per la richiesta di contributi a fondo perduto per la microimpresa e diversi tipi di agevolazioni, per metà a fondo perduto e per metà con capitale rimborsabile con un mutuo agevolato.

Un’altra considerazione importante è se l’età anagrafica del richiedente è tra i 18 e i 35 anni, cosi come il territorio di residenza, quindi le caratteristiche paesaggistiche e le attrazioni turistiche presenti, che possano rendere più o meno attrattiva la nostra struttura ricettiva.

Si procede pertanto alla consultazione dei bandi relativi alle imprese operanti nel settore industria e turismo o se si è imprenditrici donne si possono sfruttare diverse agevolazioni a fondo perduto che permettano l’avvio di tale attività.

Questo tipo di finanziamento ad esempio consente di ottenere un’agevolazione per le spese di dell’avvio della propria attività, usufruendo di un capitale variabile in base ad un preventivo spesa che dovrà essere esibito al momento della stipula del finanziamento.

Agevolazioni prestiti a fondo perduto

Per l’imprenditoria femminile sono state formulate diverse tipologie di contribuzione che incentivano e stimolano l’entrata nel mondo del lavoro delle donna-mamma ad esempio.

Un’apposita legge, la 215/92, prevede che tale contributo si rivolga a differenti tipologie di impresa commerciale, agricola, o artigianale con affinità al settore servizi e turismo. La legge è pensata per la concessione di un finanziamento ad un tasso agevolato dello 0,5%.

Per ciò che riguarda la concessione di un prestito poiché la situazione economica ed il mondo del lavoro sono molto cambiati negli ultimi anni si è pensato di poterli erogare anche in assenza di una busta paga rispondendo cosi a diverse esigenze del mercato e venire incontro anche a persone che vogliano avviare l’attività con spirito imprenditoriale, ma non hanno una solida base di partenza.

Il prestito senza busta paga infatti è una tipologia di credito particolare poiché la banca erogante non riceve ovviamente la garanzia principale, ovvero quella generata da un solido contratto di lavoro. Questo tipo di prestito è pensato quindi principalmente per i giovani precari, i lavoratori autonomi, le casalinghe e naturalmente i disoccupati che vogliano reinventarsi un mestiere.

Garanzie richieste

Naturalmente però la banca ci chiederà delle garanzie che non potendo derivare dal reddito di lavoro dovranno pertanto essere di natura ipotecaria o pignorativa rispetto al nostro possesso di bene mobili o immobili.
Un’attenta valutazione andrà quindi posta sull’ottenimento del credito, quindi il beneficio, in proporzione a quanto ci verrà ipotecato, quindi l’onere.

Nel caso di giovani imprenditori si può allora cercare garanzie presso un genitore ad esempio con la formula della fideiussione cosi che ci possa essere un terzo soggetto che possa fornire per nostro conto una solidale e certa fonte di rimborso verso l’ente creditore, ovvero la banca.

Questa formula consente pertanto di potersi rifare nei confronti di un debitore che è però un nostro familiare in grado di saldare il nostro conto in caso di nostra impossibilità.

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