Finanziamento prestiti: la situazione nel 2018

L’ambito del finanziamento prestiti per il 2018 è più vivo che mai. In un clima di instabilità politica ed economica prevediamo che anche quest’anno vi saranno numerose richieste di sostegno economico.

Almeno in questi primi mesi dell’anno ipotizziamo una situazione simile. Magari l’esito delle elezioni politiche 2018 contribuirà alla nascita di nuovi scenari. Parliamo di aumentate prospettive occupazionali o, più concretamente, di un aumento del numero di occupati.

I lavoratori dipendenti o i pensionati hanno da sempre più facilità di accesso alla richiesta di prestiti tradizionali. A essere preoccupati potrebbero i lavoratori autonomi in quanto non beneficiari di una busta paga fissa.

Questa categoria di lavoratori in virtù di questo è da sempre considerata soggetta ai flussi del mercato economico ed occupazionale. E’ facile intuire per i motivi suddetti che siano maggiormente considerati a rischio insolvenza.

Richiesta finanziamento online: niente più code allo sportello

Oggi è possibile effettuare richieste di finanziamento prestiti direttamente da casa tua. Grazie ad un computer e a un collegamento a Internet è facile consultare i diversi siti che propongono prestiti. Uno di questi è www.prestitipersonali.com.

Normalmente si tratta di siti specializzati o dedicati al servizio dei prestiti direttamente dagli istituti di credito. In questo modo potrai evitare quella che una volta definivi triste e noiosa coda allo sportello. Sembrerà strano ma è così. Oggi infatti stando comodamente seduto a casa al pc potrai:

  • confrontare le proposte di finanziamento online
  • decidere quali prestiti sono più convenienti
  • valutare le funzionalità di strumenti finanziari ed economici, anche tradizionali, in materia di prestiti
  • quando puoi richiedere un prestito

e così via.

Preventivo di prestito personale online: basta un click

Prima di effettuare richieste di finanziamento prestiti è opportuno e saggio verificare la solidità del proprio impegno. La prima cosa da fare quando si deve scegliere un prestito è valutare quello che più fa al caso nostro.

Oggi è facile più che mai. I numerosi siti dedicati, come quello sopra citato, offrono una vasta di gamma di informazioni. Inoltre, offrono il vantaggio di effettuare preventivi di prestiti in tempo reale.

Dopo aver inserito i dati relativi al tipo di finanziamento richiesto, è possibile calcolare l’importo della rata con un click. Per maggiori approfondimenti a riguardo consulta il sito https://www.prestiti-online.com

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Prestiti a Dipendenti Pubblici e Pensionati 2017: tipologie e vantaggi

Dal 1 gennaio 2012 l’INPS ha preso in gestione tutti i servizi gestiti precedentemente dall’INPDAP, tra cui anche l’erogazione dei prestiti a dipendenti pubblici e pensionati.

Anche i lavoratori, hanno la possibilità quindi di ottenere una certa somma di denaro non solo tramite i comuni finanziamenti personali erogati da banche e finanziarie, ma anche ai prestiti concessi dall’INPS, come ad esempio la cessione del quinto.

Grazie all’ ente pensionistico italiano, dipendenti e pensionati del settore pubblico possono accedere a finanziamenti agevolati.

Quali sono i vantaggi dei prestiti Inps?

  • costi bassi;
  • condizioni e tassi vantaggiosi;
  • è possibile richiedere la sospensione o la rinegoziazione del prestito ottenuto.

Le tipologie di finanziamento sono tre: il Piccolo Prestito Inps, i Prestiti Pluriennali Inps diretti e i Prestiti Pluriennali garantiti Inps.

Piccoli Prestiti Inps

Il piccolo prestito Inps è un finanziamento concesso ai dipendenti e pensionati del settore pubblico. E’ un prestito di breve durata, pensato per sostenere piccole spese impreviste.

La durata varia da uno a quattro anni e la cifra massima richiedibile cambia a seconda della durata del prestito: dai 12 mesi fino a 4 anni.

I Piccoli Prestiti a Dipendenti Pubblici e pensionati possono essere richiesti nei seguenti modi:

  • i dipendenti statali ancora in servizio possono fare richiesta tramite l’amministrazione di appartenenza;
  • i pensionati devono fare la domanda di prestiti online attraverso il sito Inps. L’importo della rata viene addebitato direttamente sulla pensione.

Il prestito pluriennale INPS diretto

Il prestito pluriennale Inps diretto è riservato ad alcune categorie, ossia:

  • lavoratori pubblici a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità;
  • lavoratori pubblici a tempo determinato, con contratto di durata non inferiore ai 3 anni;
  • i pensionati con almeno 4 anni di contributi.

La durata del prestito varia dai 5 ai 10 anni e viene concesso per sostenere spese legate ad una necessità personale, da comprovare.

Le modalità di richiesta sono le stesse dei piccoli prestiti Inps.

Il prestito pluriennale garantito Inps

Il prestito pluriennale garantito Inps dura dai 5 ai 10 anni e possono fare richiesta i dipendenti aderenti al Fondo Credito e quelli iscritti all’Inps Gestione dipendenti pubblici.

Il prestito viene erogato da degli istituti di credito convenzionati con l’ex Inpdap, che fa il ruolo di garante. Per richiedere il finanziamento è necessario fare domanda all’amministrazione in cui si è impiegati.

Cessione del quinto per dipendenti pubblici e pensionati

La cessione del quinto è una tipologia particolare di finanziamento poiché l’importo della rata non può eccedere un quinto dello stipendio netto mensile. Il denaro dev’essere restituito entro 10 anni ed è obbligatorio stipulare un’ assicurazione.

Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dal cedolino pensione del debitore.

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Piccolo prestito inpdap a pensionati inps

COSA E’ IL PICCOLO PRESTITO INPS

Il piccolo prestito INPDAP è un finanziamento a tasso agevolato, per modici importi, che l’INPS eroga in virtù delle proprie funzioni istituzionali, sia creditizie che sociali, espressamente attribuite dalla legge.

Nella prassi corrente, questo prestito non finalizzato viene concesso al pensionato per permettergli di far fronte ad inattese o cogenti necessità, di norma attinenti alla sfera personale e familiare.

Possono rientrare nella casistica, ad esempio, gli acquisti di autovetture usate, le spese mediche familiari di costo non eccessivo, o ancora esigenze relative a piccoli lavori per la propria abitazione.

A CHI VIENE EROGATO IL PRESTITO INPS

Il finanziamento in esame può essere erogato, oltre che ai dipendenti, a tutti i pensionati pubblici che siano iscritti alla Gestione Unitaria credito e attività sociali (Fondo Credito dell’INPDAP) e che versino il relativo contributo con trattenuta diretta in busta paga, nel limite però della effettiva disponibilità di cassa maturata nell’anno di riferimento.

In caso di mancanza di fondi in bilancio, l’INPS è tenuto a comunicare il rigetto della domanda, che, comunque, il pensionato potrà nuovamente presentare nell’annualità successiva.

Per l’accoglimento della domanda di piccolo prestito non ha alcun rilievo l’anzianità di iscrizione al Fondo Credito, richiesta invece dall’INPS per l’erogazione di altre tipologie di finanziamento.

COME RICHIEDERE IL PICCOLO PRESTITO INPDAP

Per ottenere il finanziamento, il pensionato deve obbligatoriamente inviare la richiesta in via telematica, utilizzando all’uopo la relativa modulistica presente nel portale online dell’INPS.

Nella domanda, debbono essere indicati i propri dati personali ed il tipo di formula prescelta per il credito, mentre non si avrà l’onere di indicare e documentare, con certificati medici o giustificativi di spesa, i motivi che spingono alla richiesta del prestito.

Nel modulo della domanda, inoltre, andrà indicato il numero di conto corrente bancario o postale nel quale si desidera che il prestito venga accreditato dall’Ente di Previdenza.
In alternativa, è possibile anche la scelta di percepire il finanziamento in contanti, direttamente presso la banca dell’Istituto.

E’ il caso di sottolineare che questa tipologia di finanziamento, riferendosi ad importi non elevati, consente l’accoglimento della domanda in tempi ragionevolmente brevi, variabili, secondo le statistiche da un minimo di 60 ad un massimo di 90 giorni.

MODALITA’ DI EROGAZIONE DEL PRESTITO AI PENSIONATI

Gli importi del finanziamento vengono rilasciati dall’INPS seguendo semplici regole.

In sintesi per i prestiti inpdap abbiamo:

  • per finanziamenti di durata annuale, si può richiedere un importo che corrisponda ad una mensilità di pensione, o anche 2 mensilità in particolari casi, se ricompreso nel quinto della pensione, con restituzione in 12 rate mensili di pari importo;
  • per finanziamenti con durata 2 anni, l’importo corrisponderà a 2 mensilità di pensione, o anche 4 mensilità in taluni casi, sempre con il limite del quinto della pensione e restituzione in 24 rate mensili;
  • per finanziamenti con durata 3 anni, l’importo sarà pari a 3 mensilità di pensione, o in alcuni casi anche 6, sempre con il limite sopraindicato e restituzione in 36 rate mensili;
  • per finanziamenti, infine, con durata 4 anni, l’importo sarà pari a 4 mensilità di pensione, o 8 in particolari casi, con limite del quinto dello stipendio e restituzione in 48 rate mensili.

In tutti i casi evidenziati, sul complessivo prestito erogato viene applicato un tasso di interesse su base annua del 4,25%, un contributo spese amministrative e gestionali pari allo 0,50% e un premio per il fondo rischi, variabile in funzione della durata del prestito e dell’età di ingresso del pensionato richiedente.

Maggiore è l’estensione del finanziamento e l’età del beneficiario, più alto sarà il premio assicurativo da dover corrispondere.

ULTERIORI CARATTERISTICHE DEL PRESTITO INPS

Da prendere, infine, in considerazione altri due aspetti, al fine di valutare la convenienza del finanziamento in oggetto.

Il primo è che la legge prevede la possibilità di celere rinnovo del piccolo prestito dopo che sia trascorso un minimo intervallo di tempo, variabile da 6 mesi a 2 anni in base alla durata del finanziamento ottenuto.

Il secondo è che, in caso di morte del pensionato, ovvero di invalidità assoluta o permanente, infine, l’Ente previdenziale non può procedere nei confronti di eredi o parenti per la riscossione del debito rimanente.

Maggiori informazioni disponibili nel sito dei prestiti inpdap: www.inpdap-prestiti.it

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Prestiti cambializzati senza spese

In questo periodo di crisi che sta travolgendo tante persone ma anche diversi istituti di credito, è sempre più complicato ottenere un prestito e le società di credito hanno sempre canoni più rigidi. Richiedere liquidità è ancora più difficile per le persone che non hanno una busta paga da presentare, un reddito esigibile o che sono stati segnalati come cattivi pagatori, quindi sono stati iscritti alla Crif.

Il prestiti cambializzati, sono molto più semplici da ottenere in quanto a fronte della cifra richiesta ed erogato il titolare del contratto firmerà delle cambiali, che diventeranno a tutti gli effetti la garanzia del prestito, e prenderanno il posto delle comuni rate.

Questo tipo di prestito si ottiene in pochi giorni. Un aspetto positivo di questo prestito è l’assenza delle spese di istruttoria della pratica, che di solito sono abbastanza elevate.

Quando si richiede un prestito la prima domanda che ci si pone riguarda il tasso d’interesse che verrà applicato al prestito, senza pensare a quanto su tale operazione incidono le spese legate all’istruttoria delle pratica.

Cosa sono le spese di istruttoria pratica

Quando si valuta un prestito- in particolare i prestiti personali- che incidono sul totale della somma di denaro che si restituirà all’istituto di credito due tipi distinti di tasso d’interesse :

  • tan che sono gli intessi applicati al capitale erogato dalla banca
  • taeg che comprende tutte le spese accessorie del finanziamento e quindi anche le spese di istruttoria della pratica.

Ecco perchè i prestiti cambializzati sono senza spese

Nei prestiti cambializzati, le spese di pratica sono assenti, in quanto la banca o l’ azienda che eroga prestiti personali, dopo aver raccolto tutti i documenti dei futuri clienti che chiedono un finanziamento, mettono in moto un lungo e attento iter burocratico volto a valutare le credenziali del cliente.

Da passare sotto la lente d’ingrandimneto: posizione lavorativa, busta paga o dichiarazione dei redditi, accertamenti catastali , nel caso di prestiti che abbiano come garanzia degli immobili o posizione del garante per chi si avvale di una firma di garanzia.

In poche parole tutta la trafila che l’istituto di credito mette in atto per tutelarsi prima di rilasciare il prestito, le fa pagare al cliente, chiamandole spese d’istruttoria pratica.

Tutte queste spese con i prestiti cambializzati, non ci sono. L’unica spesa che il cliente sostiene per un prestito cambializzato, è legata all’ imposte di bollo, che è una tassa di poco più di quattordici euro, un pagamento richiesto dallo Stato che si paga con l’incasso della prima cambiale e solo uno volta, l’imposta di bolla è calcolata in basa alla liquidità richiesta.

In alcuni casi alcune società di credito in attesa dell’approvazione del finanziamento richiedono anche un anticipo di credito, soldi che saranno persi in caso di risposta negativa, con i prestiti cambilizzati anche questa spesa è abolita, in quanto l’esito della richiesta arriva in poche ore.

Una aspetto da non sottovalutare è legato al tasso di interessi applicato, in quanto con il prestito cambializzato questo tasso rimane fisso e non cambia con il tempo, mantenendo costatante la rata mensile che si paga.

Con i prestiti cambilizzati non vi sono spese accessorie

Per ottenere un prestito cambilizzato non è necessario avere un conto corrente per l’incasso della rata, infatti la cambiale va pagata semplicemente allo sportello della banca che ha rilasciato il credito o in un associato all’agenzia di prestiti a cui ci si è rivolti, questo è un altro vantaggio che fa abbassare i costi legati al prestito richiesto, in quanto il cliente non è ogni mese costretto a fare i conti con i costi dell’incasso della rata, una somma che cambia a seconda dell’istituto di credito dove si ha il conto corrente bancario.

Con un prestito cambializzato le spese per estinguere il finanzaimante in modo anticipato sono molto meno costose e complicato di un comune prestito personale.

Avviare le pratiche per un estensione anticipata del debito, non si devono pagare spese accessorie , zero spese per pratica per la procedura di estinzione. Quando si decide di estinguere un prestito cambilizzato prima della scadenza del contratto, non ci sarò nessun tipo di penale da pagare, il cliente dovrà solo versare il restante debito e consegnare all’istituto che ha erogato la liquidità le cambiali che saranno annullate, senza nessun costo.

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Prestiti cambializzati senza busta paga: chi li concede?

I prestiti cambializzati (maggiori dettagli qui sui prestiti personali: https://www.prestitipersonali.com) senza busta paga sono dei crediti, che la banca concede, alle persone che non abbiano da dare in garanzia una busta paga. Oppure, che siano stati segnati dal Crif come cattivi pagatori.

Come funzionano, in linea generale, i prestiti cambializzati

Certo è che per accedervi è necessario avere dei requisiti. La banca concede questa tipologia di prestiti, ma è sempre necessario riuscire ad avere delle garanzie attraverso le quali farne richiesta. Queste sono le due garanzie necessarie, definite nel campo “garanzie alternative” per farne richiesa:

  • Firma di un garante: per garante, facendola in linea di massima più semplice possibile, si intende una persona che si “faccia peso” del vostro debito. Ovvero, nel caso in cui non riusciate a far fronte al debito dovrà pagare al posto vostro. I requisiti del garante sono: busta paga, cedolino pensione, qualsisasi tipo di entrata fiscale, ecc.. Chiaramente, requisito fondamentale: non deve essere segnalato come cattivo creditore da uno qualsiasi degli istituti di rischio, contratto a tempo indeterminato e non deve avere altro finanziamento.
  • Ipoteca dell’Immobile: se non si ha la possibilità di avere un garante (generalmente sono i genitori pensionati, oppure un genitore che lavora) possiamo sempre mettere mano alla nostra proprietà. Questa è un’operazione molto particolare e rischiosa, bisogna tener conto che se si ipoteca un immobile si ha il costante rischio di perderlo se non si pagano alcune rate.

Questo verrà stabilito nel rapporto che vi preparerà la banca o l’istituto di credito concedente il prestito.

Sono molto richiesti i prestiti cambializzati?

La chiarezza è sempre opportuna. Questi tipi di prestiti negli ultimi dieci anni sono caduti molto in disuso. Se si considera la gravissima crisi economica, che per alcuni economisti non è ancora passata, erano poche le persone che si fidavano a richiedere un prestito senza garanzie.

Ultimamente però, a causa di molti clienti iscritti all’interno del Crif, gli istituti di credito cercano di aggirare questo ostacolo proprio concedendo dei prestiti cambializzati. Quindi, possiamo tranquillamente dire che ultimamente stiamo assistendo ad un notevole cambio di tendenza.

Gli istituti creditizi stanno iniziando a riconcedere questo tipo di prestiti e i clienti a richiederli. E questo, secondo molti economisti, proprio a causa di una disastrosa “annata”.

Ovvero moltissime persone che non sono riuscite a far fronte a rate passate di prestiti concessi si sono ritrovate iscritte all’interno di un sistma come cattivi pagatori.

I prestiti cambializzati si rivolgono solo ai cattivi pagatori?

Assolutamente no, questa tipologia di prestiti si iscrive all’interno di un panorama ben più ampio di fruitori. Infatti, ci basti pensare a:

  • Cattivi Pagatori
  • Studenti
  • Nuovi imprenditori
  • Anziani senza garanzie

Queste sono solo alcune delle categorie che vengono in mente quando si pensa ai prestiti cambializzati.

Come si stipulano i prestiti cambializzati

Chiaramente ci si deve recare nell’istituto di credito precscelto e, una volta controllate tutte le carte il beneficiario dovrà apporre la propria firma del finanziamento sulle cambiali. Infatti, come si può intuire dal nome, saranno proprio le cambiali il metodo di pagamento del prestito.

Proprio per questa modalità molto veloce è possibile ottenere il prestito in una tempistica molto breve. Alcuni istituti di credito vantano la loro possibilità di erogare prestiti cambializzati in sole 24 ore.

La cambiale è un mezzo attraverso il quale la banca concede liquidità immediata.

  • Cambiale Tratta= costituisce il tipo di pagamento all’ordine. Un soggetto-traente-ordina il pagamento ad un terzo soggetto.
  • Vaglia Cambiario= un soggetto paga la cambiale ad un altro soggetto. Classico prestito cambializzato

In conclusione

Riassumendo alcuni punti cruciali, il prestito cambializzato:

  • Soggetto iscritto nel Crif o senza busta paga, con garante o immobile
  • Entro 24 ore si può ottenere
  • La somma, generalmente, viene erogata anche in ventiquattrore
  • Si utilizza per una temporanea mancanza di liqudità o per grave crisi finanziaria
  • In disuso ma sta tornando e la percentuale delle concessioni bancarie sta aumentando a dismisura. Sembra stia avendo nuova vita.
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Prestiti a fondo perduto per aprire un b&b: a chi rivolgersi?

Ottenere un finanziamento per aprire un B&B

Vuoi iniziare un’attività turistica di affittacamere o Bed and Breakfast e sei in possesso di uno o più immobili che possono farti realizzare un profitto ? Qui trovi le indicazioni necessarie per ottenere un prestito.

Innanzitutto è bene sapere che le due tipologie di attività sono diverse e che un B&B non può essere finanziato mentre un affittacamere può ottenere i contributi a fondo perduto.

Il B&B infatti per le sue caratteristiche turistiche stagionali e saltuarie non è considerato attività d’impresa e non può essere finanziato, mentre l’attività di affittacamere che offre un maggior numero di stanze e un servizio svolto tutto l’anno può accedere ai contributi a fondo perduto ed ottenere il prestito.

Come ottenere un finanziamento

Per l’apertura di un’attività di affittacamere occorre innanzitutto aprire una partita iva e quindi avviare le pratiche per chiedere un prestito con l’agevolazione del microcredito, per ottenere due importanti benefici: un finanziamento a tasso zero fino a 30.000 euro e la possibilità di riceverlo senza firme di garanzia e quindi senza il rischio di un’ipoteca sulla casa.

Questo finanziamento permette di coprire le spese per gli acquisti di attrezzature, arredi e impianti, e in parte anche per ristrutturare i locali che vogliamo adibire alla nostra attività turistica.

Come chiedere il prestito

Diciamo innanzitutto che ci sono diverse tipologie di bandi regionali per la richiesta di contributi a fondo perduto per la microimpresa e diversi tipi di agevolazioni, per metà a fondo perduto e per metà con capitale rimborsabile con un mutuo agevolato.

Un’altra considerazione importante è se l’età anagrafica del richiedente è tra i 18 e i 35 anni, cosi come il territorio di residenza, quindi le caratteristiche paesaggistiche e le attrazioni turistiche presenti, che possano rendere più o meno attrattiva la nostra struttura ricettiva.

Si procede pertanto alla consultazione dei bandi relativi alle imprese operanti nel settore industria e turismo o se si è imprenditrici donne si possono sfruttare diverse agevolazioni a fondo perduto che permettano l’avvio di tale attività.

Questo tipo di finanziamento ad esempio consente di ottenere un’agevolazione per le spese di dell’avvio della propria attività, usufruendo di un capitale variabile in base ad un preventivo spesa che dovrà essere esibito al momento della stipula del finanziamento.

Agevolazioni prestiti a fondo perduto

Per l’imprenditoria femminile sono state formulate diverse tipologie di contribuzione che incentivano e stimolano l’entrata nel mondo del lavoro delle donna-mamma ad esempio.

Un’apposita legge, la 215/92, prevede che tale contributo si rivolga a differenti tipologie di impresa commerciale, agricola, o artigianale con affinità al settore servizi e turismo. La legge è pensata per la concessione di un finanziamento ad un tasso agevolato dello 0,5%.

Per ciò che riguarda la concessione di un prestito poiché la situazione economica ed il mondo del lavoro sono molto cambiati negli ultimi anni si è pensato di poterli erogare anche in assenza di una busta paga rispondendo cosi a diverse esigenze del mercato e venire incontro anche a persone che vogliano avviare l’attività con spirito imprenditoriale, ma non hanno una solida base di partenza.

Il prestito senza busta paga infatti è una tipologia di credito particolare poiché la banca erogante non riceve ovviamente la garanzia principale, ovvero quella generata da un solido contratto di lavoro. Questo tipo di prestito è pensato quindi principalmente per i giovani precari, i lavoratori autonomi, le casalinghe e naturalmente i disoccupati che vogliano reinventarsi un mestiere.

Garanzie richieste

Naturalmente però la banca ci chiederà delle garanzie che non potendo derivare dal reddito di lavoro dovranno pertanto essere di natura ipotecaria o pignorativa rispetto al nostro possesso di bene mobili o immobili.
Un’attenta valutazione andrà quindi posta sull’ottenimento del credito, quindi il beneficio, in proporzione a quanto ci verrà ipotecato, quindi l’onere.

Nel caso di giovani imprenditori si può allora cercare garanzie presso un genitore ad esempio con la formula della fideiussione cosi che ci possa essere un terzo soggetto che possa fornire per nostro conto una solidale e certa fonte di rimborso verso l’ente creditore, ovvero la banca.

Questa formula consente pertanto di potersi rifare nei confronti di un debitore che è però un nostro familiare in grado di saldare il nostro conto in caso di nostra impossibilità.

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Prestiti a protestati con contratto a progetto

Se si è protestati e addirittura con un contratto da lavoratore atipico come può essere un contratto a progetto, ovvero oggigiorno un contratto di collaborazione continuativa, è alquanto difficile poter ottenere un finanziamento e quindi dei prestiti, ma naturalmente non è impossibile, in quanto diversi istituti finanziari si sono mossi per non bloccare parte di un mercato che già ormai da troppo tempo è in decadenza e deve assolutamente riprendersi.

Prestiti con contratto a progetto per protestati: come richiederli

Non sono molte le finanziarie disposte a concedere prestiti personali a protestati e per giunta con il contratto a progetto, ma qualcuna c’è, anche se come si può ben capire essere protestati non è certamente un bel biglietto da visita, per non parlare del contratto a progetto, che non da garanzie di lunga durata e neanche di reddito fisso.

Comunque orami alcune finanziarie si sono attrezzate per la materie e richiedono come garanzia che il finanziamento non superi nel tempo i mesi del contratto e non siano superiori ai 5000 euro.

Per riassumere i punti principali sono due:

  1. prestito massimo di 5000 euro
  2. prestito risarcito entro la scadenza del contratto

Se si soddisfano queste due condizioni si avrà la possibilità di poter richiedere un prestito anche con contratto a progetto e anche se si è protestati in tutte le finanziarie che hanno lasciato questa porta aperta.

Naturalmente è bene chiarire che i contratti a progetto sono solitamente molto brevi, e non superano mai un anno, se non in casi particolari. Questo comporta che se si prendono in prestito 5000 euro si dovrà pagare tutta la cifra entro un anno, o addirittura meno, cosa che può essere molto gravosa per chi ha un contratto di lavoro atipico e quindi non può contare su un grande stipendio.

Come avviene il pagamento delle rate per i prestiti protestati con contratto a progetto

Il pagamento delle rate è solitamente cambializzato, ovvero si devono scontare delle cambiali a scadenza fissata. Questo comporta il pagare sempre la stessa rata, ovvero avere un tasso di interesse fisso che viene stabilito al momento della stipula del prestito.

Il tasso fisso, specialmente nei piccoli prestiti, risulta essere molto gradito dai contraenti che in questa maniera sanno fin da subito quanto spenderanno mensilmente in rate e quanto pagheranno di interesse (solitamente molto poco essendo i prestiti di breve durata e su piccoli importi).

Come in ogni prestito è bene controllare attentamente il Taeg, e non solo il Tan, questo per vedere quale finanziaria offre condizioni di spese accessorie e di segreteria migliori.
In alternativa alle cambiali si può optare per la cessione del quinto, ovvero la detrazione dal netto percepito del 20% di quanto il richiedente prestito avrebbe preso.

Naturalmente questa opzione, molto comoda per i pagamenti delle rate, non è applicabile da tutti dato che il contratto a progetto, o di collaborazione continuativa, non prevede uno stipendio fisso, pagando esclusivamente le ore di lavoro, che possono variare da mese a mese, in alcuni casi però alcune compagnie lavorative offrono uno stipendio fisso in virtù di un tot numero di ore che il collaboratore si impegna a fare con il committente.

Contratto di prestito con cessione del quinto

Riassumendo dunque i modi per saldare il prestito possono essere due:

  1. attraverso la cessione del quinto
  2. attraverso il pagamento di cambiali
  3. bollettini

Se si è nelle condizioni di poter adottare la cessione del quinto, come spiegato precedentemente, è sempre consigliabile sceglierla come opzione, sia perché le finanziarie gradiscono questo pagamento, sia perché è molto più comodo delle cambiali.
Un’ultima opzione di pagamento è quella tramite bollettino, ancora oggi la più diffusa ma anche la più scomoda perché comporta il recarsi fisicamente a pagare il bollettino subendo i costi di spedizione dello stesso nonché i costi bancari o postali. Per ovviare a questa problematica si può optare per l’invio telematico dei bollettini e per il pagamento in home banking.

Prestiti protestati con contratto a progetto con garante

Se si lavora a progetto a ore sporadiche, ovvero non si può garantire neanche un minimo di salario alla finanziaria che eroga il prestito, si deve necessariamente chiedere l’ausilio di un garante che possa subentrare a chi ha stipulato il contratto in caso di inadempienza di questo. Si tratta di una pratica molto diffusa e molto gradita da banche e finanziarie.

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Prestiti inpdap per acquisto autovettura

Acquistare un’auto con prestiti Inpdap

Quando non si ha la liquidità immediata per l’acquisto di una macchina si può richiedere un prestito Inpdap. Questa tipologia di finanziamento permette di poter disporre di un prestito con tasso agevolato che può variare tra i 10.000 euro ed i 20.000 euro.

È un prestito finalizzato esclusivamente per comprare un’autovettura, per richiederlo bisogna essere in possesso di particolari requisiti per garantire una corretta restituzione del denaro erogato.

Le persone che possono fare domanda per i prestiti inpdap sono:

  • ex lavoratori, lavoratori e pensionati della pubblica amministrazione
  • aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato della durata di 4 anni
  • aver versato i contributi all’Inpdap durante tutto il periodo lavorativo
  • iscrizione presso la gestione delle prestazioni creditizie sociali
  • lavorare presso la pubblica amministrazione da più di 4 anni
  • residenza in Italia
  • non possedere al momento della richiesta una macchina di proprietà

La domanda va fatta direttamente all’ente, per farla bisogna presentare i seguenti documenti: carta d’identità, contratto di lavoro, l’ultima busta paga ricevuta, un preventivo del prezzo dell’auto da acquistare ed infine il cedolino della pensione.

Acquistare una macchina con un tasso d’interesse agevolato

Il tasso d’interesse presentato dall’ente per questo tipo di prestito solitamente è dal 3,50% al 7,50%. Al momento della richiesta si potrà valutare il miglior ammortamento e la durata per la restituzione, oltre che il tan e il taeg.

I fondi erogati per questi prestiti arrivano tutti dalle casse dell’Inpdap, sono due le modalità di raccolta di questo capitale da prestare, può essere direttamente prelevato da queste casse oppure richiesto a istituti bancari che hanno sottoscritto una convenzione con l’ente.

Si tratta di un ottimo modo per acquistare un’auto, facendosi finanziare da un ente accreditato, in tutta sicurezza e con garanzie affidabili e sicure. I soldi vengono erogati sia per la compera di una macchina nuova che per entrare in possesso di una vettura usata.

A seconda delle proprie richieste e necessità verrà erogato questo tipo di finanziamento in modo semplice, rapido e sicuro.

Restituzione prestito Inpdap con la cessione del quinto

Per restituire il prestito ci si può anche avvalere della cessione del quinto della pensione oppure dello stipendio. Restituendo il capitale in questo modo si può usufruire di un piano di ammortamento del debito di ben 10 anni e con una somma mensile pari ad un quinto del proprio stipendio o pensione.

In questo modo il capitale prestato è direttamente prelevato dalla busta paga e pensione sul conto corrente o bancario del richiedente. I dipendenti pubblici quindi possono contare su una serie di vantaggi per entrare in possesso di una macchina in tutta comodità.

Per rimborsare questo prestito sono previste due tempistiche di 5 anni oppure, come nel caso della cessione del quinto, di 10 anni e le rate variano da 60 a 120.

Il prestito è concesso anche a persone ipovedenti oppure per auto modificate e rese accessibili per i disabili. In questi due casi specifici, oltre a tutta la documentazione elencata, vanno anche presentati tutti i certificati sanitari che attestano il livello di disabilità.

Finanziamento INPS ex Inpdap auto: una scelta oculata

Questo aiuto economico può essere utilizzato anche per finanziare solo una parte del pagamento di una macchina. Sono molte le persone che versano una somma di denaro liquido (magari la metà del prezzo dell’auto) e scelgono di farsi fare un finanziamento per saldare la restante parte.

Nel caso si decida di acquistare un’automobile usata ovviamente il tasso d’interesse scende al 4,5% con una durata per la restituzione della somma che varia tra i 12 e 48 mesi. Ovviamente la scelta di acquistare una macchina nuova o usata dipende dalle proprie esigenze più specifiche.

Questa importante opportunità quindi dà la possibilità a chi lavora o ha lavorato presso un ente pubblico di avvalersi di un prestito non invasivo e restituibile a condizioni vantaggiose.

Bisogna comunque sottolineare che tutti i pensionati che hanno richiesto un prestito devono aspettare almeno due anni prima di richiederne un’altro, nel caso di un finanziamento che abbia avuto la durata di cinque anni. Quando il prestito ha avuto un lasso di tempo di 10 anni, gli anni di attesa passano a quattro

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Prestito tra privati: cosa sono e dove richiederli

E’ innegabile: il periodo attuale è, sotto il piano economico, un vero e proprio disastro. Spesso e volentieri lo stipendio non basta nemmeno per arrivare alla fine del mese e, quindi, è obbligatorio chiedere un prestito.

Prima di farlo, però, attraverso le classiche finanziarie o banche, sono in molti a preferire di chiedere un aiuto a parenti ed amici attuando quello che si chiama normalmente prestito tra privati.

Prestiti tra privati: definizione

I prestiti tra privati rappresentano una particolare tipologia di prestito che si perfeziona al di fuori dalle classiche finanziarie ovvero tra privati (amici, conoscenti e, ultimamente, anche persone lontane). I prestiti tra privati sono, ad oggi, completamente legali ma soggetti a molte limitazioni, soprattutto per quanto concerne i tassi di interesse che non possono mai oltrepassare i cosiddetti tassi d’usura.

In base agli interessi i prestiti tra privati si suddividono in 2 tipologie:

  1. prestiti fruttiferi, quando viene applicata una percentuale di interesse
  2. prestiti infruttiferi, quando non viene applicato alcun interesse

I prestiti tra privati si possono stipulare tra amici, parenti, conoscenti, tra privati online e tra coniugi. In quest’ultimo caso la restituzione non è obbligatoria e la mancanza in questo senso non costituisce illecito penale.

Come richiedere un prestito tra privati di persona

La procedura attraverso la quale si può accedere ad un prestito privato differisce da quella classica. La stipula del contratto avviene mediante scritture private o, come sempre più spesso accade, online. Il prestito tra privati stipulato di persona è regolato da una scrittura privata resa in ogni caso valida, anche se non autenticata da un pubblico ufficiale.

In essa si devono indicare i dati delle parti, le modalità di rimborso, la percentuale di interessi applicata, le condizioni eventuali, il giorno di consegna del denaro, la firma delle parti interessate.

Per una maggiore tutela, e specialmente per somme di certo rilievo, è meglio che siano presenti due testimoni che dovranno anch’essi firmare il contratto.

La procedura online, invece, è leggermente più severa e prevede il preventivo controllo della posizione creditizia del richiedente che può essere ammesso, o meno, alla richiesta di credito.

Richiedere un prestito tra privati online su Smartika

La procedura per richiedere un prestito tra privati attraverso internet è sicuramente più complicata della scrittura effettuata di persona tra amici. Queste richieste si effettuano su apposite piattaforme, denominate crowdfunding, in cui sono dei prestatori che finanziano i progetti dei richiedenti.

Tra i principali riconosciuti in Italia si colloca Smartika.it. Richiedere un prestito è semplice ma occorre dapprima registrare un proprio profilo e successivamente selezionare la voce relativa alla richiesta di un prestito. Le informazioni da compilare sono poche e concise (sono quelle personali e di reddito).

Una volta verificata la fattibilità sarà necessario inviare il contratto firmato ed entro pochi giorni si riceve la somma richiesta direttamente sul proprio conto corrente. La rata verrà addebitata ogni mese sul proprio conto in soluzione unica. Sarà poi Smartika a smistare la somma in base alle differenti quote dei prestatori.

Richiedere un finanziamento su Prestiamoci.it

Prestiamoci.it è un’altra piattaforma di crowdfunding molto attiva in Italia. Ottenere un prestito per realizzare il proprio progetto non è difficile. Occorre semplicemente compilare gli appositi campi dedicati all’interno della sezione “Chiedi un prestito” andando, poi, ad inviare i documenti richiesti direttamente via email o tramite fax.

L’esito si ottiene in tempi brevi (normalmente entro 24 ore).

Il prestito di cui si è fatta richiesta entra così nel cosiddetto Marketplace dove verrà visto dai prestatori che, se interessati, potranno partecipare al progetto.
Quando si copre l’intero ammontare del prestito si riceve il contratto da firmare e, dopo pochi giorni, il bonifico sul proprio conto corrente (sul quale verranno anche addebitate le rate mensili). I prestiti tra privati su Prestiamoci.it, però, non sono accessibili ai protestati, almeno per il momento.

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Prestiti tra privati: come tutelarsi?

Accedere a un prestito o a un finanziamento può essere veramente difficile, sopratutto se non si ha un reddito dimostrabile, tipo una busta paga o pensione. Oppure si può riscontrare una certa difficoltà a richiedere un prestito nel caso in cui si è protestati e segnalati al Crif come cattivi pagatori.

Come riuscire allora ad ottenere una somma di denaro in queste situazioni?
Semplice, è sempre possibile ottenere il cosiddetto prestito tra privati. Questa formula, è prevista dalla legge, e può essere una soluzione per chi è alla ricerca di un prestito senza garanzie e senza busta paga.

Prestiti tra privati come richiederlo e stipularlo

I prestiti tra privati, possono essere stipulati in due formule differenti:

  • prestito infruttifero
  • prestito fruttifero

I prestiti tra privati infruttiferi sono quelli che prevedono la restituzione della somma che è stata prestata senza dover dare al creditore nessun interesse. Quindi in questo caso, se si richiedono 5000 mila euro bisogna restituirne altre tanti. Solitamente questo tipo di prestito è quello che si può ottenere da un amico o un familiare.

I prestiti fruttiferi sono quelli che invece producono un guadagno per il creditore. In questo caso, alla somma richiesta vanno aggiunti gli interessi, che vengono applicati durante la restituzione del denaro a chi lo ha precedentemente prestato. Il tasso d’interesse può essere concordato tra le parti e non deve comunque mai superare il tasso di usura.

Prestiti infruttiferi senza busta paga come tutelarsi

Come già detto è possibile richiedere un prestito ai parenti o agli amici. Ma come tutelarsi in questo caso? Per entrambi le parti è sempre bene che si stipuli una scrittura privata, che può essere effettuata fra le parti con la presenza di due testimoni oppure dinanzi un avvocato o un notaio, anche senza registrazione del contratto.

Per redimere una scrittura privata è necessario scrivere:

  • I dati del richiedente del prestito
  • I dati dell’esercente
  • La somma data e quella da restituire
  • I tempi di restituzione e le modalità di pagamento
  • La garanzia al prestito

Anche se non si dispone di una busta paga infatti, chi vi concede il prestito infruttifero e quindi senza interessi, potrebbe richiedere sempre una garanzia. Solitamente le garanzie che si possono apporre sono la compilazione di delle cambiali. Oppure la cessione in caso di mancato pagamento, di una proprietà che può essere un auto, un terreno o un qualsiasi altro bene si desideri.

Finanziamenti tra privati infruttiferi: come dichiararli

Per non rischiare di avere problemi con l’Agenzia dell’Entrate è sempre bene dichiarare il prestito e fornirlo tramite assegno o bonifico bancario.

In casi di prestiti tra privati infruttiferi, non dovrete inviare alcun documento all’Agenzia dell’entrate ne dichiarare le somme che vi vengono restituite nella dichiarazione dei redditi.

L’unica cosa che dovete fare e mantenere tutta la documentazione del prestito, per l’intera durata, in questo modo in caso di controllo incrociato da parte della Guardia di Finanza o dell’Agenzia dell’entrate potrete dimostrare l’esistenza del finanziamento che vi è stato o che avete concesso.

Prestiti tra privati fruttiferi: cosa succede applicando il tasso d’interesse

Quando si richiede un prestito a un privato, senza busta paga e dunque senza una solida garanzia è possibile anche che la persona a cui lo richiedete decida di applicare degli interessi sulla somma prestata.

In caso di questi prestiti tra privati, che possono generare un guadagno all’esercente, bisogna sempre apporre una scrittura privata è bene che questa però sia stipulata davanti a un avvocato o a un notaio.

Il prestito fruttifero, permette a chi lo eroga, di ottenere un guadagno dalla somma che ha dato al richiedente. Questo però non significa che possa applicare tassi d’interesse superiori a quelli d’usura.

Il tasso di usura si può controllare sul sito della banca d’Italia, e inoltre la percentuale dell’interesse va segnalata anche nella scrittura privata, dove andranno anche descritti i termini di pagamento e le eventuali garanzie d’apporre.

Il prestito fruttifero tra privati come tutelarsi con il Fisco

In caso di prestiti tra privati fruttiferi, bisogna che oltre alla scrittura privata e alla tracciabilità sia del prestito che dei pagamenti si dichiari la somma che si riceve mensilmente e gli interessi maturati all’Agenzia dell’entrate.

Nel caso di mancata dichiarazione del prestito e degli interessi che si percepiscono, al momento di un controllo, potreste rischiare una multa da parte dell’Agenzia dell’entrate. Per non rischiare, è bene che scegliate di affidare la pratica del prestito a un commercialista che apporrà correttamente tutte le somme ricevute o date all’interno della vostra dichiarazione dei redditi.

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